Durezza · Incrostazioni · Impianto · Trattamento

Il calcare può danneggiare l’impianto. Ma acqua dura e acqua non potabile non sono la stessa cosa.

La durezza dipende soprattutto da calcio e magnesio. Può favorire incrostazioni e ridurre l’efficienza di apparecchi che scaldano l’acqua, ma da sola non dimostra che l’acqua non sia potabile.

Tre domande che non vanno confuse

Salute

È potabile?

La potabilità dipende dall’insieme dei parametri pertinenti, non dal solo calcare. Bere acqua dura non è indicato dall’ISS come causa dei calcoli renali.

Impianto

Dove si formano depositi?

Temperatura, durezza, consumo e caratteristiche dell’apparecchio aiutano a capire dove il problema tecnico diventa rilevante.

Prima di scegliere un trattamento

Misura della durezzaFonte e variabilità dell’acquaPunti e apparecchi coinvoltiTemperature di esercizioConsumo e portata richiestiSistema già installato e manutenzione

La scelta non è “calcare sì o no”

L’obiettivo può essere proteggere uno scambiatore, limitare depositi su un’intera rete o migliorare un uso specifico. Cambiando obiettivo cambiano dimensionamento, gestione e controlli. Per questo SG Analytic parte dalla misura e dall’impianto prima di valutare la soluzione.

Le marche non sono intercambiabili

Euroacque, Grünbeck e BWT documentano gamme di addolcimento a scambio ionico. Physico presenta invece un trattamento fisico che non elimina i sali minerali. Prima del marchio vanno decisi obiettivo, portata, durezza, vincoli di installazione, gestione e controllo del risultato.

Nessun allarme sanitario costruito sul calcare

Il calcare è soprattutto una questione tecnica e di utilizzo. Se il dubbio riguarda la sicurezza dell’acqua, serve una valutazione di potabilità distinta.

Il primo passo giusto

Raccontaci edificio, impianto e dubbio.

Prima di proporti analisi o sopralluoghi, capiamo quale domanda deve ricevere una risposta.